Avviare un’attività online: gestire l’ansia legata ai risultati
Quello di cui parleremo questa sera, è forse uno degli aspetti fondamentali per poter intraprendere un progetto che possa rivelarsi vincente.
Ma da cosa deriva l’ansia quando si intraprende un’attività online? Una grossa responsabilità è da attribuire a tutti quegli ebook sul guadagno che creano grosse e purtroppo false aspettative. Ci dicono cioè che attraverso un determinato metodo è possibile iniziare a guadagnare anche grosse cifre nel giro di pochissimo tempo. Inizia a guadagnare tra mezz’ora da adesso, è uno dei tanti spot ad effetto che ho letto, unitamente al fatto che i metodi proposti sono adatti a chiunque, anche a chi non ha nessuna esperienza e conoscenza informatica. A distanza di alcuni anni, penso a quanti danni abbiano fatto certi infoprodotti e frasi come queste. Buttate lì per vendere qualche libro, hanno completamente distorto l’approccio al mondo del guadagno online. Sì perché leggere certe cose porta a pensare chi si avvicina per la prima volta all’argomento, che tutto sia semplice ed immediato e guadagnare sia in qualche modo un atto dovuto.
Quindi ecco che hai speso i tuoi bravi euro per acquistare l’ebook, provi a mettere in pratica quello che ti viene detto e pensi che sia normali iniziare a guadagnare pronti via. Passano i giorni, controlli i conti di affiliazione, che stanno a zero e comincia a montare l’ansia. Pensi di sbagliare qualcosa, magari pensi di dovere scrivere più articoli sul blog, magari scopiazzi qualche contenuto, butti su qualche post un po’ forzato e controlli le statistiche. Niente.
Sono già passate due settimane ma non decolla, allora dici cazzo, guadagnano tutti e io no? Provi ancora qualche mossa a casaccio, magari anche usando qualche ora in ufficio, sul posto di lavoro (quello vero). Insomma lo stress aumenta, il profitto dopo un mese non arriva e alla fine molli, sfinito dall’ansia di non riuscire a monetizzare e dallo sconforto per il fallimento. Poi trovi un nuovo metodo, un nuovo ebook e via di nuovo, vittima di un nuovo guru.
Quanti danni ha fatto questo tipo di approccio, che possano venire tanti mal di pancia a quei venditori di fumo che ci hanno detto che guadagnare online è facile e immediato.
Ideare ed avviare un business online, è invece un investimento a lungo termine, un po’ come in borsa. Se io infatti acquisto delle azioni di un azienda per guadagnarci nel corso degli anni, è perché reputo che tale azienda abbia dei buoni fondamentali e che mi possa far guadagnare nel lungo periodo. Allo stesso modo, se ritengo che il mio progetto di web business sia valido e interessante, devo ragionare e valutarlo nel lungo periodo e mi devo prendere il tempo giusto per farlo crescere, senza farmi cogliere da inutili e dannose ansie.
Innanzitutto non è vero niente che non è necessario avere conoscenze di tipo tecnico sulla creazione e ottimizzazione di blog e siti. E’ necessario eccome sapere come si crea un blog, come si usa WordPress, avere un po’ di nozioni di SEO, insomma, si tratta dei ferri del mestiere e senza quelli non si lavora. Ecco quindi che serve TEMPO e calma per imparare ed apprendere, da tante risorse gratuite che si trovano in rete (il forum giorgiotave.it è molto utile in questo senso) e da alcuni buoni manuali, come Blog Business di Emanuele Papalia, o SEO di Giorgio Taverniti.
Quando poi si hanno in mano gli strumenti giusti, è necessario iniziare ad utilizzarli nel modo migliore. Per quanto riguarda i blog ad esempio, è inutile secondo me puntare sulla grande quantità di articoli, pubblicare tutti i giorni non deve essere un dogma. Anche in questo caso è giusto prendersi il giusto tempo per cercare degli argomenti realmente interessanti per i propri lettori, approfondirli, sviscerarli, magari trattarli da un punto di vista non convenzionale. Cioè dobbiamo riuscire a fornire ai nostri lettori qualcosa che abbia valore, che gli serva e che li aiuti. Se si riesce a fare questo verremo certamente premiati dai motori di ricerca è certo. Prendete ad esempio il mio articolo su my bank reserve: con la keyword “recensione my bank reserve” è al primo posto e con la key “my bank reserve” è in prima pagina. Ma non avevo dubbi che sarebbe accaduto, perché credo di aver scritto un contenuto di qualità, obiettivo, dettagliato e legato ad una reale esperienza, non è uno di quegli articoletti preconfezionati per acchiappare qualche affiliato.
Prendiamoci anche il nostro tempo per organizzare una buona attività di link building, magari 1-2 link al giorno, vanno bene anche i commenti in altri blog, l’inserimento in qualche directory, le firme nei forum, scambio link, insomma tutto fa brodo.
Da queste mie considerazioni spero che sia evidente a tutti che per avviare un’attività online è necessaria molta calma e pazienza, che è bene prendersi il giusto tempo per inserire contenuti di qualità e seguire tutte quelle attività necessarie ad una buona indicizzazione del proprio blog/sito. Parliamo di mesi, se non vogliamo spendere chissà quali cifre, per poter raggiungere dei buoni risultati di visibilità, ma sicuramente se troverete in voi la disponibilità mentale a questo tipo di approccio, sicuramente sarà molto piacevole e stimolante seguire nel corso del tempo la crescita del proprio business online.
Guadagnare investendo in borsa
Forse alcuni di voi avranno sentito parlare di Warren Buffet, miliardario americano divenuto tale investendo in borsa e con un’ottica di lungo termine. Certo parlare di borsa oggi, con i rovesci giornalieri che il mercato azionario propone può sembrare surreale, ma l’investimento in azioni rimane una delle modalità più importanti per generare ricchezza. Certo, bisogna essere molto bravi, come mister Buffet, oppure bisogna affidarsi a dei broker indipendenti che sappiano fornire le giuste indicazioni.
Mai come nei periodi di crisi è possibile fare grandi affari.
Vi avevo detto che se avessi trovato un metodo di guadagno serio ve ne avrei parlato, ebbene è venuto il momento di cominciare a dare anche qualche buona notizia, oltre che stroncare questo o quel metodo. Buona notizia, perchè anche noi con le dovute proporzioni abbiamo il nostro Warren Buffet: Francesco Carlà. Il prof. Carlà dopo la laurea nel 1984 si è occupato di videogame ed è sempre stato all’avanguardia nell’utilizzo delle nuove tecnologie, intravvedendo soprattutto nell’avvento e diffusione di Internet una grande possibilità di lavoro e crescita finanziaria. Dal 1995 Carlà ha iniziato il suo percorso di investitore in borsa, approfittando del boom delle aziende legate al web e facendo ottimi affari soprattutto con le webcompany quotate al Nasdaq. Egli ha elaborato un suo sistema di valutazione delle aziende su cui investire, seguendo il quale in questi anni ha ottenuto grandi successi. Basti pensare che dal 2001 al 2003 con le azioni della Marvel ha ottenuto un profitto del 1400%.
Il Prof. Carlà, nel corso del tempo ha creato prima una semplice newsletter, fino ad arrivare alla creazione di Finanza World, un portale tra i più importanti del panorama borsistico. Importante anche perché non deve servire nessuna parrocchia, non ci sono i conflitti di interessi che hanno le banche nel proporre investimenti, insomma parliamo di un analista indipendente. Sul portale vengono forniti dei servizi in abbonamento, che consentono di ricevere degli alert sulle operazioni che vengono effettuate da Carlà, che possono quindi essere replicate. Ci sono varie tipologie di servizi, a vari costi: In Borsa con Carlà, che è rivolto al mercato americano, ha ottenuto una performance del +147% dal Gennaio 2004, quindi circa un 20% annuo, che è davvero un’eccellente guadagno (che può servire come metro di giudizio sull’attendibilità delle HYIP….). In Borsa in Italia, diretta al mercato italiano, viaggia con un +51% dal 2006, meno performante del precedente, ma sempre un bel guadagno. Investitore Intelligente, su ETF e Global, vanta un +56% dal 2005. Ci sono anche altri servizi, rivolti ad altri mercati e prodotti, che potete visionare direttamente sul portale.
E’ chiaro che per accedere a questi servizi, bisogna innanzitutto pagare gli abbonamenti che non sono propriamente economici; ad esempio In Borsa con Carlà costa circa 450 € l’anno. Inoltre, particolare non trascurabile, bisogna avere qualche soldo da investire! Quindi è evidente che non è un’opportunità per tutti, ma è un’opportunità seria che può consentire di generare un buon guadagno nel tempo. Finanza World non ha nessun programma di affiliazione e se qualcuno se lo sta domandando, non abbiamo preso un centesimo bucato per questo articolo. Seguo Francesco Carlà da diversi anni e so che è un grande e questo basta. E adesso se volete, date un’occhiata a Finanza World
Avviare un’attività online: nozioni di base sulla progettazione del business
Stante la crisi economica mondiale, che ha portato in questi anni ad una notevole perdita di posti di lavoro e ad una diminuzione sensibile del potere di acquisto di salari e stipendi, l’avvio di un’attività online può essere un’opportunità interessante per integrare il proprio reddito o per crearne uno ex novo.
La prima cosa da fare però, è approcciarsi alla cosa nella maniera giusta. Se pensiamo infatti che una qualunque attività online sia semplice da realizzare e ci presenti una strada meno accidentata commettiamo il primo e forse già fatale errore.
Il secondo errore è affidarsi a metodi miracolosi, comprando ebook che ci svelano segreti, trucchi e metodologie per guadagnare con internet.
A nostro avviso il primo passo da fare è fare una corretta valutazione delle proprie conoscenze e delle proprie passioni, cercando di capire se sono trasformabili in una attività online. Se ad esempio la nostra passione è l’uncinetto, molto difficilmente potremo pensare di realizzare un blog sull’argomento e guadagnarci. E’ necessario individuare una nicchia di mercato che ci è congeniale e che abbia anche un potenziale riscontro a livello economico. Qui è necessario spendere un po’ di tempo ad analizzare il mercato di internet. Ci sono alcuni settori ad alta redditività come i cellulari, viaggi, poker e casino, mutui e finanza, assicurazioni, però è evidente che su questi settori la concorrenza è forte. E’ possibile verificare se ci sono delle nicchie di mercato più piccole, ma più facilmente attaccabili. Qui parliamo di un’analisi assolutamente personale che ognuno deve fare, perchè ognuno di noi è diverso dall’altro e quello che va bene per me, può essere sbagliato per un altro. Ecco un altro motivo per il quale i metodi per guadagnare partono da una filosofia errata, non ci sono strumenti che vanno bene per tutti, sennò sarebbe troppo facile, ognuno deve creare il proprio business secondo le proprie conoscenze/capacità.
Se abbiamo compiuto il primo step, cioè abbiamo individuato una fetta di mercato correlata alle nostre competenze abbiamo di fronte una prima discriminante: budget disponibile e budget assente. Se abbiamo un budget disponibile, sicuramente è opportuno rivolgersi a dei professionisti che potranno realizzare un sito web originale, nell’aspetto, nel brand e nel codice di programmazione, perchè questo già rappresenta un bel punto di partenza, premiato da Google per ciò che riguarda il posizionamento. Se poi il budget prevede anche la possibilità di investire in promozione tanto meglio, magari impostando un bel lavoro di SEO.
Ma se non siamo così fortunati, come la maggior parte delle persone che verosimilmente leggono queste righe, non avremo nessun budget disponibile, ed allora dovremo far conto esclusivamente sulle nostre capacità e in questo caso l’originalità dell’offerta sarà determinante. Non voglio spendere più di tanto tempo sul fatto che dovremo scegliere un buon CMS per realizzare il nostro sito/blog (Joomla, Drupal, WordPress etc.), questo è abbastanza scontato, vediamo invece di capire cosa serve inserire a livello di contenuti.
Se vogliamo portare traffico sul nostro spazio web, abbiamo bisogno di capire le esigenze degli utenti ai quali ci rivolgiamo. Evitiamo di pensare al risultato finale, cioè la vendita di un prodotto o servizio, o l’affiliazione ad un determinato programma, perchè prima di tutto dobbiamo pensare ad altro.
Proviamo a metterci nei panni di chi è davanti al video, dobbiamo provare a pensare che cosa si aspetta di trovare una persona che effettua ricerche su Google per determinate keyword, inerenti al mio spazio web. E’ necessario fare in modo che il proprio sito
sia in grado di fornire delle risposte e possibilmente fare in modo che queste risposte non si trovino già su altri siti, e che se anche così fosse, sul nostro sito siano più approfondite e più esaurienti. Se dobbiamo pensare di replicare semplicemente i siti di maggiore successo, abbiamo fatto un errore madornale. Se non cercheremo di fornire qualcosa in più o di diverso non emergeremo mai.
Queste sono le prime indicazioni di massima relative all’avvio di un’attività online, nei prossimi post cercheremo di entrare maggiormente nel dettaglio della progettazione e sviluppo del business.
Schiavi di Google e dell’indicizzazione
Si è detto più volte nei post precedenti, che qualunque sia l’attività online che
intendiamo intraprendere, l’aspetto fondamentale che decreterà il nostro successo o
il nostro fallimento è il volume di traffico. Senza visite infatti, non otterremo
nessun tipo di risultato positivo.
E quando parliamo di traffico, parliamo soprattutto di traffico naturale, dai motori
di ricerca, e quando parliamo di motori di ricerca parliamo giocoforza di Google.
Il peso degli altri motori è infatti pressochè ininfluente, Yahoo e Bing hanno fette
di mercato infinatemente più piccole della grande G. Quindi la mission di ogni
webmaster è scalare le serp di Google. Si tratta di un’impresa non semplice, visto
che i parametri da considerare sono veramente tanti e visto che Google è diciamo
così anche un po’ “umorale” nelle sue scelte, soprattutto dopo l’avvento di Panda,
il nuovo algoritmo che con l’intento di ripulire le serp dallo spam, ha tagliato un
po’ qua e un po’ là, penalizzando tantissimi siti che di qualità ne avevano.
Su questo punto c’è da fare alcune riflessioni: internet dovrebbe essere uno
strumento democratico, uno strumento di condivisione, uno strumento pluralistico,
mentre invece negli ultimi anni è stato letteralmente cannibalizzato da Google. Vuoi
ricevere visite? Devi comparire su Google. Vuoi fare pubblicità a pagamento? Devi
usare Adword. Vuoi monetizzare il tuo traffico? Devi mettere Adsense. Insomma, i
webmaster sono diventati schiavi di Big G. Ne conosco alcuni bravissimi che hanno
perso e perdono ore di tempo e di sonno per capire come mai il proprio sito ha
improvvisamente visto crollare il proprio traffico, senza nessun motivo apparente,
altri cercano di ottimizzare, ottimizzare e ancora ottimizzare, in modo che i propri
contenuti piacciano a Google. Insomma, a volte sembra un po’ di avere a che fare con
un bambino capriccioso, che a suo piacere ci strappa il giocattolo dalle mani.
Perchè poi è anche interessante andare ad esaminare un po’ le serp, per vedere se si
trova questa tanto sbandierata qualità.
Come ho detto tempo fa, ho lavorato parecchio nelle affiliazioni settore poker
online e casino, allora andiamo a vedere un po’ che succede qui. Se digito “bonus
gratis” e vedo il primo risultato, sinceramente noto una notevole differenza
rispetto ai risultati che seguono, che sono decisamente più. Perchè? Chi lo sa. Ma
andiamo avanti e proviamo con “casino online”. Il secondo link mi fa sobbalzare, ma
anche altri della prima pagina non scherzano, dove sta la qualità, l’unicità dei
contenuti, il servizio per gli utenti… Mah, non si sa. Questo è solo un esempio,
ognuno di noi può fare delle prove e rendersi conto che alcuni siti sono in alto
senza apparente motivo.
Tutto ciò non vuol dire che Google opera a casaccio, ma certamente che non è
possibile individuare un metodo preciso e definito per scalare le serp.
Il consiglio è quello di non abbattersi nel caso in cui i risultati non siano
eccezzionali, cercare di capire nei limiti delle possibilità umane, di capire quali
possono essere le cause di un’eventuale penalizzazione e mantenere alcune linee
guida geneali: la qualità dei contenuti prima di tutto, facciamoci cioè delle
domande su ciò che scriviamo. Ciò che scrivo è utile per gli utenti? stò fornendo
informazioni già conosciute? Se fossi un visitatore troverei interessante questo
sito? L’originalità, altro elemento fondamentale, evitiamo i contenuti copiati da
altri siti, basta lo stesso titolo per essere penalizzati e attenzione anche ai
contenuti duplicati all’interno del proprio blog, se insistiamo troppo su un
argomento pensando di spingere una determinata keyword, magari con articoli troppo
brevi, rischiamo di ottenere l’effetto contrario, cioè che Google veda tutto il
nostro insieme di articoli con l’unico scopo di scalare posizioni. Inoltre è importante fare un buon lavoro di link building. Attività come scambio link, inserimento di commenti in altri blog del settor, firme nei forum, possono servire (tutto fa brodo), anche se hanno peso molto minore rispetto a link naturali, che corrispondono a citazioni in altri articoli organici, magari legati a specifici anchor text. Naturalmente questa attività può anche essere forzata, mettendo i link a pagamento, e in questo caso dobbiamo stabilire quale budget utilizzare.
Vorrei concludere l’articolo con una riflessione di un webmaster di successo, sulla quale vi invito a pensare: bisogna concepire il proprio sito come se Google non esistesse… Cosa vuol dire? Che bisogna creare il proprio spazio web pensando agli utenti e non con l’ossessione di scalare i motori di ricerca. Pensateci.
Guadagnare online seriamente – parte 4
In un precedente articolo, abbiamo discusso dei criteri di scelta degli ebook per guadagnare con internet. In quell’ambito siamo giunti alla conclusione che solitamente i prodotti che trattano di metodi segreti ed infallibili per guadagnare online vendono sostanzialmente fumo. A sostegno di questa tesi vorrei riportare alcune considerazioni di un utente del forum alverde.net.
L’utente in questione è un self made man, cioè una persona che partendo da zero è arrivato a gestire un sito che produce guadagni mensili a 4 zeri, senza investimenti particolari e senza aiuti di altri. Leggiamo il primo intervento:
“suppergiù, con 50.000 visitatori al giorno faccio 50.000 euro (lordi) al mese, metà con AdSense e metà da vendita diretta degli spazi.
Dipende molto da come uno organizza il proprio business, in base anche alle proprie competenze. Io non ho studiato informatica né marketing, non ho mai acquistato un ebook ed ho letto pochissimi libri cartacei (più che altro di programmazione). Per il resto ho imparato con l’esperienza personale ed ascoltando le esperienze degli altri, usando la mia testa fuori dagli schemi convenzionali. Molti delle tecniche che uso sono assolutamente originali e – che io sappia – non sono mai state usate da nessun altro: come avrei fatto ad impararle da un libro? Con questo non voglio dire che studiare sui libri o comprare gli ebook o partecipare ai corsi di marketing sia inutile; solo che si può arrivare ad alti livelli anche senza, o almeno nel mio caso è stato così.
Aggiungo: seguo poco o nulla i forum internazionali. Quel che funziona all’estero, non è detto che funzioni anche in Italia.”
Quindi qui troviamo un primo accenno all’utilità o meno di ebook per riuscire a guadagnare con internet. Sicuramente questo utente ha dalla sua una conoscenza di programmazione, quindi come dicevamo nel nostro precedente articolo, quei libri (elettronici o cartacei) che sono in grado di insegnarci qualcosa sotto il punto di vista tecnico possono risultare molto utili.
Ma leggiamo anche il secondo intervento:
“Io sono per la libera concorrenza, per un mercato aperto dove chi ha le idee migliori avanza. In una società castale, non basta avere idee migliori per avanzare, bisogna soprattutto far parte della casta. In un mercato aperto, viceversa, non serve far parte di caste ma devi avere idee migliori degli altri.
Se io ho un’idea migliore degli altri e ciò mi fa guadagnare di più, sono in un mercato libero.
Se ho un’idea migliore degli altri e la dico a tutti, o sono uno stupido oppure sto vendendo fumo.
Se non ho idee e voglio che chi le ha me le regali, sono un furbetto.
Se guadagno di più è perché ho avuto un’idea migliore; ma il mercato è libero e su tu hai un’idea ancora migliore della mia potrai
raggiungermi e superarmi.
Se chi ha idee migliori le rendesse disponibili a tutti, perché dovrei sforzarmi di fare meglio se invece basta che aspetto che gli altri mi
dicano come fare per tirar giù lo stipendio? Non ci sarebbero stimoli al miglioramento, a pensare come fare meglio, a testare e ritestare.”
Leggete bene il passo che ho sottolineato, direi che non ci sono dubbi.
Vi ricordo che questo utente (il suo nick è macantoni), guadagna 50.000 euro lordi al mese, quindi forsa sa quel che dice.
In conclusione di questa quarta puntata, vi invito ancora una volta a valutare bene un ebook prima diacquistarlo, indirizzandovi comunque prevalentemente su manuali tecnici (ottimizzazione, SEO, blogging, etc.). Se poi mi dovesse capitare tra le mani un metodo di guadagno che fa veramente guadagnare tutti, ve lo farò sapere!
Aumentare le visite con gli aggregatori, spesso è un’arma a doppio taglio
Anche in questo blog abbiamo detto più volte di quanto sia importante portare traffico al proprio sito o blog, qualunque sia la nostra idea di business, perché senza traffico anche il più bel sito del mondo è perfettamente inutile.
In diversi ebook e in moltissimi siti, si legge di vari metodi gratuiti per portare visitatori al proprio spazio web e tra questi sicuramente uno dei sistemi più gettonati è quello di condividere i propri contenuti sugli aggregatori di notizie.
Se guardiamo al mero dato numerico, l’utilizzo di questi strumenti può in effetti fornirci da subito dei risultati soddisfacenti. Con un titolo accattivante ad esempio, pubblicando su oknotizie che è probabilmente l’aggergatore con maggiore visibilità è possibile ottenere subito qualche centinaio di visite e questo soprattutto per un blog appena nato può essere effettivamente un’attrattiva non da poco.
Come sempre però, non è tutt’oro quel che luccica e vediamo perchè.
Poniamo il caso che il nostro blog sia nato da poco, o che comunque non sia un blog di quelli che vanno per la maggiore, magari con un page rank basso ed un trust non proprio di primo piano. Bene, scriviamo un meraviglioso articolo, ricco di informazioni, con un’ottima sintassi, lungo il giusto, insomma facciamo un gran bel lavoro. Ora, visto che siamo stati così bravi, ci teniamo a far conoscere le nostre informazioni alla blogosfera e cominciamo a condividere con un po’ di aggragatori. Succede che l’articolo piace talmente tanto che otteniamo un bel po’ di visite e pensiamo, ok è fatta. Però dopo questo momento di anche giusta esaltazione, potremmo fare una spiacevole scoperta e cioè che ad essere indicizzato non è il nostro articolo originale, ma quello pubblicato dagli aggregatori, anzi la fonte originale viene completamente esclusa dalla serp di Google. Incredibile? Forse, ma spesso è ciò che accade. A me è capitato di trovare per una determinata keyphrases un mio articolo riportato da degli aggregatori NELLE PRIME TRE POSIZIONI! Ma del mio articolo originale, con il mio URL, nessuna traccia. Questo perchè Google tende a considerare più attendibile un sito con autorevolezza e trust maggiore, quindi anche se un po’ stupidamente, va ad escludere il nostro blogghettino, anche se abbiamo scritto un eccellente articolo. C’è un modo per ovviare a questo problema? Ovviamente sì, è necessario inserire nei nostri contenuti il tag canonical, in modo tale che Google capisca che il contenuto originale è il nostro. Per fare ciò e per chi usa WordPress ci sono dei plugin appositi, come Canonical Link che è specifico per questa problematica e WordPress SEO, che riguarda un settaggio più generale ma che risolve anche il problema del tag canonical.
Inoltre, chi è incorso in questo problema, può risolverlo anche per gli articoli già pubblicati: è necesario modificare il proprio pezzo e ripubblicarlo, Google dovrebbe in questo caso indicizzarlo in maniera corretta e vi “riapproprierete” del vostro lavoro.
Quindi gli aggregatori sono un’arma a doppio taglio, è vero che nell’immediato possono fornire un numero di visite anche elevato, ma nel medio-lungo termine rischiano seriamente di tagliarci le gambe, appropriandosi in qualche maniera del nostro lavoro ed indicizzandosi al posto nostro. Quindi meglio qualche visita in meno, ma un posizionamento migliore nel corso del tempo.
Criteri di scelta degli ebook per guadagnare con internet
Tutti coloro che si sono avvicinati al mondo del guadagno online, si sono imbattuti bene o male negli ebook sull’argomento. Tentare di capire cosa serv e cosa no, non è semplice però ci possiamo provare.
Mi vengono subito da fare alcune considerazioni e constatazioni: penso ad esempio ai grandi guru del nostro tempo, da Mark Zuckerberg a Steve Jobs, da Sean Parker a Bill Gates, oppure Larry Page e Sergey Brin. Direi proprio che nessuno di questi ha mai letto un ebook sul guadagno, eppure sono diventati miliardari. Anche molti di coloro che hanno avviato buone imprese sul web in Italia non hanno mai letto un ebook, questo vuol dire che gli ebook non servono a nulla? Diciamo intanto che tutte le persone citate sono fior di programmatori, cioè maneggiavano codice come noi maneggiamo l’alfabeto, di conseguenza partivano già da conoscenze tecniche molto elevate ed erano in grado di produrre strumenti già molto evoluti con le loro conoscenze, derivanti da studi scolastici o da semplice passione per la programmazione. Se come me molti di voi non sono dei programmatori, ecco che c’è una prima discriminante tra i fenomeni del web e noi comuni mortali, cioè la conoscenza tecnica, il linguaggio di programmazione. Ora, è difficile pensare che si possa diventare programmatori con un ebook, o anche più ebook pur ben fatti che siano. E infatti non è possibile…. Fortunatamente in nostro soccorso ci sono i CMS, come Joomla o WordPress, che sono fatti molto bene e ci consentono di creare siti o blog veramente ben fatti, certo non hanno il crisma dell’unicità assoluta, ma è già tanto per chi non conosce il codice di programmazione.
Ok, ci sono degli strumenti che ci consentono di realizzare un sito o un blog, ma a) come faccio a far crescere la mia finestra sul web, b) come ci guadagno?
Ecco che qui entrano in scena i famosi ebook, o infoprodotti sul guadagno online. Ce ne sono davvero tanti, tantissimi, allora come districarsi in questa jungla?
Personalmente ritengo che ci siano due categorie di ebook: i libri sui metodi di guadagno ed i libri tecnici, o manualistici.
Partendo dalla prima categoria, proverei a fare alcune considerazioni, anche in virtù del fatto che ne ho letti diversi. La prima considerazione è questa: se io avessi un metodo sicuro e certo per guadagnare, online o off line non importa, non lo condividerei con nessuno, continuerei ad utilizzarlo e a guadagnare, CONSERVANDOLO GELOSAMENTE. Al massimo potrei pensare di fare qualche conferenza o master, facendomi pagare profumatamente e non rivelando tutto del mio sistema segretissimo. Allora, sono io un cattivone e siamo pieni di filantropi che rivelano metodi di guadagno eccezionali? Non credo proprio. La realtà fondamentalmente è che chi vende ebook per guadagnare online facili ed accessibili a tutti, solitamente vende fumo. Guadagnare con internet è possibile, però non è detto che un sistema che va bene per me possa andare bene anche per qualcun’altro. Inoltre spesso questi ebook sono basati su qualche spruzzatina di consigli SEO, qualche consiglio pubblicitario e poi sulla promozione di un qualche programma di affiliazione se non sulla rivendita del libro stesso. Non c’è nessun segreto e nessun metodo miracoloso per creare un’attività redditizia e duratura se non quello di lavorare, come si lavorerebbe in qualsiasa altra attività “terrestre”. E’ chiaro che per guadagnare dobbiamo vendere qualcosa, prodotti e servizi che siano e per farlo l’unico segreto è traffico, traffico e ancora traffico sul proprio sito/blog. Questo è il punto.
Da questa analisi, l’indicazione che possiamo trarre è che possiamo evitare di buttare denaro in ebook che ci parlano di favolosi metodi di guadagno, sistemi che ci cambieranno la vita etc. E’ chiaro il concetto? NON COMPRATELI! Poi se volete provare a buttare i vostri soldi fatelo pure.
Diverso è il discorso per gli ebook che insegnano qualcosa, ebook cioè che sono più che altro manuali. Anche qui c’è tanta spazzatura, però ce ne sono alcuni che sono utili, almeno per me lo sono stati, visto che ho imparato diverse cose sui blog e la loro ottimizzazione, a suo tempo quando lo usavo su Adword e su altri argomenti.
Non mi interessa in questa fase fornire titoli o dare indicazioni (qualcosa c’è nel menù Libri che servono a qualcosa), ma semplicemente a riflettere con me su questa distinzione che ho operato, tra ebook sul guadagno ed ebook diciamo così, tecnici.
Quello che vorrei che imparaste, è diffidare moltissimo dei primi ed imparare a scegliere bene i secondi (pochi ma buoni), perchè per guadagnare possiamo creare un nostro metodo, o scegliere un nostro prodotto o servizio, o un’affliazione che ci piace particolarmente, senza farcela “consigliare” da nessuno, ma per far crescere bene il nostro business, magari qualche indicazione tecnica può fare la differenza.
Guadagnare online seriamente – parte 3
Nuovo appuntamento con consigli veri ed importanti per avviare e lanciare la propria attività online. Tutto ciò che riportiamo in questi articoli, lo abbiamo già detto ma repetita juvant, sono consigli ed indicazioni di persone che gestiscono siti molto importanti, che fatturano realmente decine di migliaia di euro al mese. Si tratta di consigli gratuiti e disinteressati, nessuno deve vendere niente, nè ebook o metodi miracolosi, solo sostanza e buon senso.
Per il nostro terzo appuntamento, il protagonista è sempre gianfranco, utente del forum di alverde.net. Questo sarà l’ultimo spazio dedicato a lui, poi passeremo ad altri protagonisti del guadagno online. L’argomento odierno riguarda adsense e le visite, in particolare come aumentare le visite al proprio sito. Si tratta di consigli generali, non viene proposta nessuna tecnica o metodologia specifica, però quella che è importante è la filosofia di lavoro e di approccio, dalla quale devono poi scaturire le azioni concrete. Buona lettura.
“Tenterò di rispondere sul fattore adsense e visite. Qualcuno ha chiesto come portare le visite al proprio sito o ai propri siti. La risposta è semplice dipende da cosa intendiamo per visite.
Sei un provetto webmaster?
Se hai appena aperto il tuo sito o comunque hai un traffico modesto tipo 6 o 7 mila persone puoi anche non investire nulla e aspettare che la cosa si stabilizzi. Dico questo perchè se hai già di tuo queste somme forse puoi premere fino ai 10-15.000 prima iniziare a sborsare il grano
Sei un neofita?
Qui mi tocca dire che dare una risposta non è semplice. Ammettiamo che tizio A abbia un sito di cucina e tizio B un sito di fisica quantistica. Il sito del tizio A sicuramente tirerà più visite naturali senza molta pubblicità rispetto al sito B che è di una nicchia molto ristretta. In questo caso il sito B dovrebbe investire qualche euro o dollaro in pubblicità
Sei fermo a 2000 visite da troppo tempo?
In questo caso sperare nei miracoli non serve. Devi puntare sull’investimento. Ho letto tanti pareri negativi sullo sborsare grano, ma ragazzi avete paura che se investite 100 euro in pubblicità diventate poveri? Dovete spendere, poi a spese fatte potete dire se un sistema di pubblicità funziona o meno per il vostro sito. Come posso affermare che un sistema non va bene a prescindere se non lo provo? Ci fidiamo delle chiacchiere?
La pubblicità
Non sono assolutamente daccordo con chi dice che adword non va bene se non vendi. Ovvio che devi ragionare. Se hai un sito con 200 articoli copiati o di poco valore, adword non potrà portarti i miracoli, quelli li devi fare tu. Adword è uno strumento potentissimo, che permette di aumentare le visite in maniera esagerata, spesso chi si lamenta non ha avuto riscontri con una sola campagna e invece di capir eil problema ha mollato.
Non volete spendere?
Non è obbligatorio spendere soldi per fare pubblicità, ma sicuramente quella dove paghi, è organizzata da professionisti. I social oggi offrono sicuramente una finestra nel mondo, ma di che tipo? Quando voi navigate su facebook cosa guardate? Link buffi? Donne nude? Giochini? Ecco questo magari per alcuni è un buon modo per avere visite, ma per altri no
Se avessi ragionato da pavido, non avrei investito mai un solo centesimo in tutta la mia vita, e mi sarei accontentato dello stipendio, invece ho provato quando ho fallito riprovato e quando ho rifallito riprovato ancora. Solo così si arriva, se si spera di avere la chiave del successo leggendo le opinioni degli altri si rimarrà sempre li, con siti o blog sui 5 o6 mila visitatori, a fare quelle 3 o 400 euro al mese.
Agosto negli anni passati per me è sempre stato il mese dove i guadagni sono un filo più bassi, quest’anno con un serio investimento in pubblicità agosto è stato al pari degli altri mesi. Se avessi avuto paura di perdere denaro che avrei fatto? Nulla.
Nessuno vi regala niente ricordatevelo, e se avete siti che vi portano tanto traffico perchè trattate argomenti che tirano, quali straming o cose simili, sappiate che sono felicità fittizie, prima o poi finiscono, se volete diventare imprenditori e smetterla di fare lavori che non vi piacciono, dovete ragionare come ragionano le aziende. Hai un sito che fa 2000 unici? Fai 50 euro al mese con adsense? Ne investi 100 e vedi, se va male, tenti di capire se effettivamente non converti con quel sistema di pubblicità o se il problema è magari tuo che non sai creare una pubblicità che sia magnetica.
Ragionare da piccoli porta a guadagni piccoli. Rischiate ragazzi ora più che mai
Recensione libera su My Bank Reserve, un’opinione fuori dal coro
Quello che avrei sempre desiderato trovare e quello che mi sarebbe sempre servito, è una recensione sincera e veritiera, per ogni sistema di guadagno proposto.
In realtà per sistemi, infoprodotti, affiliazioni etc., si trovano soltanto recensioni entusiastiche, palesemente artefatte, fatte dagli stessi affiliati o promotori con l’unico scopo di vendere un e-book o reclutare qualcuno. Peccato che recensioni di questo genere non servano a nulla, non fanno cioè capire se il prodotto/sistema ha potenzialità o meno. A volte spulciando in qualche forum si trova qualcosina, ma è difficile. Cercherò qui di recensire in maniera seria alcuni metodi di guadagno ed alcuni prodotti, senza facili entusiasmi o pregiudizi e per questo compito oneroso, ho scelto di iniziare da My Bank Reserve.
My Bank Reserve viene presentato come il bancomat in casa tua e devo dire che questo slogan mi ha incuriosito. Ho chiesto informazioni e mi sono iscritto gratuitamente tramite uno sponsor, partecipando ad una conferenza online. Quest’ultima è stata oltremodo barbosa, con un video introduttivo infinatemente lungo che trattava di massimi sistemi: dalla massoneria, al signoraggio bancario, con immagini anche inquietanti, che poco o nulla erano attinenti con il sistema. Ma al di là di questo vediamo come funziona MBR.
Per entrare fattivamente nella struttura, è necessario pagare un fitto alla società per l’utilizzo di un backoffice e di un sito replica ad un prezzo di 99 $ l’anno (è possibile anche pagare 30 $ per soli tre mesi) e versare 50 $ direttamente al proprio sponsor, il quale verificato l’accredito, ci aprirà due posizioni (vengono chiamate scrivanie) che noi potremo andare a riempire, reclutando due persone che a loro volta ci verseranno 50 $. Completate le prime due posizioni, andremo ad acquistare altre due posizioni versando 50 $ al nostro sponsor e così via. Chiaramente, le persone che stanno sotto di noi faranno la stessa cosa, versandoci i 50 $ per sbloccargli le due scrivanie che tenteranno di riempire reclutando nuove persone. Ci sono vari livelli, nel senso che la quota può diventare da 100 $, 200, fino a 1000 $, quindi si può aumentare l’introito facendo semplicemente salire la propria struttura, cioè concordando con gli altri componenti della propria downline di versare la quota maggiore. Ci sono poi i quadranti, che sono più difficili da completare, ma che offrono guadagni maggiori.
Devo dire che ho trovato la proposta allettante, soprattutto per il fatto che il denaro delle quote gira tutto direttamente tra gli affiliati, senza nessun intervento della società, alla quale va solo il noleggio del backoffice (99 $ annui). In virtù di questa buona prima impressione, ho deciso di approfondire un po’ la cosa, in primis sotto il punto di vista legale. Abbiamo già trattato della legge sulle attività MLM del 2005, allora andiamo a vedere cosa dice l’art. 5 al comma 1: “Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.” Qui il guadagno si basa proprio sul reclutamento, quindi mi sa che siamo in fallo, però andiamo avanti e vediamo l’art. 6 comma 1 punto b): “l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale controprestazione”. Anche qua mi siamo che ci siamo, o meglio che non ci siamo, perchè i soldi vengono versati ad un componente della struttura e anche questo è vietato dalla legge. Di conseguenza l’idea che mi sono fatto è che My Bank Reserve non sia legale, ma non essendo un avvocato ho chiesto se qualche affiliato si era posto le mie stesse domande e se qualcuno avesse interpellato un legale, perché magari il fatto che i soldi girino solo tra gli affiliati senza transitare per la società potrebbe salvare il tutto. Il mio sponsor mi ha risposto che se fosse stato illegale sarebbe stato già chiuso. Potrei rispondere che anche la mafia opera da oltre un secolo, ma non è propriamente legale, quindi che non sia ancora stata chiusa non vuol dire niente. Ho postato su un forum ben frequentato, ma non ho ricevuto risposta, ho mandato una mail alla relatrice della conferenza online ma nulla. Ricordo che le sanzioni sono durissime come recita l’art. 7: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque promuove o realizza le attività o le strutture di vendita o le operazioni di cui all’articolo 5, anche promuovendo iniziative di carattere collettivo o inducendo uno o più soggetti ad aderire, associarsi o affiliarsi alle organizzazioni od operazioni di cui al medesimo articolo, è punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro”.
Bene, l’aspetto legale non mi ha convinto, però non è stata l’unica cosa. Inizialmente My Bank Reserve usava Paypal per lo scambio delle quote (i famosi 50 $), di recente però la stessa Paypal ha bloccato tutto, dicendo che si trattava di piramide finanziaria. Ora, sulla piramide finanziaria non sono pienamente d’accordo, visto che non è uno schema Ponzi, ricordiamo che i soldi girano direttamente tra gli affiliati, però questo è ciò che è accaduto, non aggiungo commenti e fate l’uso che ritenete migliore di questa informazione.
La cosa che più mi ha allarmato però è stata la richiesta di invio di un documento di identità per poter accedere ai quadranti, cioè quel livello in cui si guadagna di più. Tra l’altro l’invio dovrebbe avvenire presto, quando ancora i quadranti si vedono con il binocolo e la propria struttura è in fase di costruzione. Ora, per inviare il mio documento d’identità vorrei una documentazione contrattuale di un certo peso, che mi tuteli. Non ho approfondito questo aspetto, quindi non so se unitamente al documento si invia un contratto con tutte le garanzie del caso, tutela della privacy etc. perchè diversamente noi inviamo la nostra carta d’identità ad una società con sede in un paradiso fiscale, e per quanto ne so potrebbero usarlo per qualunque cosa, anche non propriamente lecita. Poi sicuramente saranno onestissimi, ma fidarsi è bene non fidarsi è meglio.
Per concludere questa lunga dissertazione, io ho lasciato perdere, idea stuzzicante ma con troppe ombre per i miei gusti, sia per gli aspetti legali che contrattuali. Saremo lieti eventualmente di ospitare commenti e pareri che saranno in grado di fugare i dubbi espressi sopra, in attesa di ciò direi che My Bank Reserve non fa per me.
Guadagnare online seriamente – parte 2
Nella prima parte del nostro percorso analitico sul mondo del guadagno online, abbiamo riportato la testimonianza ed i consigli di un utente del forum di alverde, il suo nome è gianfranco e si tratta di un personaggio che con la sua attività su Internet porta a casa cifre superiori ai 50.000 € mensili.
Per questa nostra seconda puntata, di quello che vuole essere un viaggio verità sul mondo dell’internet business, ci affidiamo sempre alle parole di gianfranco. L’intervento che riportiamo per molti sarà come una secchiata d’acqua fredda in pieno volto, visto che è piuttosto diretto e senza tanti giri di parole e sicuramente spegne tanti facili entusiasmi. Ma si sa, spesso la medicina che fa davvero effetto è un po’ cattiva, ma ecco l’intervento di gianfranco:
“Non esistono segreti, neanche uno, chi vi dice che ha un segreto non ha nulla a vuole sapere i vostri è il classico disperato. Per fare soldi con adsense serve avere tanto traffico, perchè cari mieri, potete avere il sito più bello del mondo ma se non avete traffico avete un sito che vale zero.
Smettiamola di credere a chi dice che serve sapere come alzare il ctr o cose simili, perchè 80 mila euro non li fai con i trucchi dei peracottai, puoi ottimizzare quanto vuoi ma se il sito non rende non rende. Vorrei poi spendere due parole sul discorso blog, perchè qui ho letto che alcuni difendono questa piattaforma a spada tratta, infatti non capendone il motivo, ho cliccato su un link che avevano in firma e mi sono trovato su una classica pagina bianca per accaparrare email.
RAGAZZI ma che siamo nel 2002? Ma basta con ste cose, ci credo che poi vi sembra impossibile che qualcuno faccia grosse somme. Se volete costruirvi un business vero che sia basato su adsense, vi consiglio solo di avere traffico traffico e traffico.
Se non fosse chiaro ripeto TRAFFICO! ma quello serio, non da facebook o da twitter, stumble e altro. Vi serve traffico naturale dai motori, solo così ogni utente avrà interesse per la pubblicità.
Forse l’unico vero consiglio che posso dare è quello di crearvi il sito o i siti. Non fate affidament su piattaforme con temi tutti uguali. Non lo dico per sminuire chi usa wordpress, anzi la ritengo una piattaforma perfetta. Ma se usate i classici temi free rischiate di diventare anonimi, e sul web essere anonimi è brutto.
Se propio non sapete crearvi un CMS o un sito, usate pure quelli open ma per carità, differenziatevi. Createvi un marchi, un qualcosa che la gente possa riconoscere anche solo dal colore, e smettetela di pensare che con 1000 utenti unici potete fare 20.000 euro, sono balle, e chi ve le dice vi prende davvero per i fondelli.
Tutti possono emergere su internet, ovvio che una SPA ha sicuro più mezzi di un amatore, ma questo non vuol dire che non si possa lottare e prendere lentamente i propri spazi. Ragazzi lo ripeto vi serve traffico tanto buono e di qualità il resto sono tutte balle”
Allora, cominciate ad aprire gli occhi o continuate a credere agli asini che volano?
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